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Chardin e il sentimento

Postato in: Antiquariato
Ho iniziato l'anno nuovo visitando, a Ferrara, la mostra di un grande pittore francese del 700: Chardin. L'artista, nella sua vita ha dipinto bellissime nature morte e scene di vita quotidiana di una poesia e di una intensità che mi hanno lasciato senza parole.

Lungo il percorso della mostra ho trovato una frase scritta da un biografo del 700 che racconta un episodio della vita di Chardin e che mi ha fatto pensare al restauro dei mobili antichi, così come lo intendo io.

- Un giorno un artista si vantava del suo metodo per purificare e perfezionare i colori. Chardin, irritato dalle chiacchiere di quell'uomo, al quale non riconosceva altro talento se non un'esecuzione fredda e curata, gli disse: "Ma chi vi ha detto che si dipinge con i colori?" "E con che cosa, allora?" replicò quello, stupefatto. "Ci si serve dei colori", rispose Chardin, "ma si dipinge con il sentimento" -



Ecco, questa è l'idea che ho io del restauro dei mobili antichi: ci si serve dei colori, degli attrezzi, delle resine naturali e delle cere, ma si restaura con il sentimento.

Buon Anno Nuovo a tutti!

L'immagine, tratta dal catalogo della mostra, edito da Ferrara Arte Editore, mostra un "Tavolo di servizio" ed è stata dipinta nel 1756. Nota in basso a desta il tavolino laccato rosso e dipinto a cineserie: una testimonianza del gusto dell'epoca.


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I commenti degli utenti:

Commento di: Luigi
Ciao Carlo, grazie per gli Auguri. Buon Anno anche a te!! E che sia un 2011 ricco di soddisfazioni per te e per noi per tutto quanto riusciremo ad apprendere grazie ai tuoi insegnamenti.

Commento di: costanza
Bellissimo inizio anno, dico questo con un pizzico di invidia, mi sento di condividere molto l'articolo appena letto, l'artista che mette amore, espressività, oltre che tecnica riesce sicuramente a trasmetterlo agli altri, e a dare un emozione che artisti freddi e troppo schematici non sanno trasmettere osservando le loro opere, cosi come nel restauro a volte tanti orpelli non servono, basta tanto amore in quello che si fa e rispetto per l'oggetto che si a davanti. Quest'articolo e la dimostrazione di quello che Carlo Ferrari aggiunge nel suo lavoro, molta sensibilità, grazie.


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