Corso di antiquariato: l'Impero ed il gusto ottocentesco
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Ho già parlato dello stile Impero, della sua evoluzione, nell'ambito del neoclassicismo dalla semplicità del Direttorio fino alla Restaurazione. L'impero fa un'uso smodato di segni e simboli tratti da un repertorio quasi illimitato di motivi greci, romani, etruschi ed egizi. I motivi dominanti sono tratti però dalla Roma imperiale ed utilizzati come veicoli di propaganda. Fin ai tempi del Direttorio si sognò di portare a Parigi la Colonna Traiana di Roma come era avvenuto anticamente in quella città con gli obelischi egizi. L'idea era di una Parigi capitale d'Europa e di un confronto con l'antica Roma, cos&ėgrave; le opere d'arte sottratte durante la campagna d'Italia vennero fatte sfilare su carri di trionfo come si usava fare a Roma con gli ostaggi conquistati in guerra. L'uso di questi simboli, ridotti a semplice decorazione, contribuisce a svalutarne il significato. Basti pensare alla corona d'alloro, cosi importante anticamente tanto da essere rappresentata pochissimo, che passa dalle corone imperiali, alla decorazione dei mobili fino alle tappezzerie. Gli antichi simboli passano cos&ėgrave; nel gusto comune e borghese e portano lo stile Impero a soppravvivere allo stesso Imperatore. La banalizzazione dell'antico getta cos&ėgrave; le basi per quel gusto detto "storicismo" che tanto influenzerà tutto l'800.

Nell'immagine: La riconoscenza della Repubblica Italiana a Napoleone, 1802, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.