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Corso di restauro: recuperare una patina

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Fernando, un amico che segue questo blog da Lucca, mi chiede: Carlo, cosa intendi quando parli di polish? Come spiego in questo precedente post sul polish questo è un termine che io uso impropriamente. Sarebbe più corretto parlare di pulitore. Cos'è un pulitore? E' un insieme di sostanze chimiche e naturali che mi consentono di pulire e recuperare la patina di un mobile antico senza intaccarla e permettendomi poi di "agganciarmi" alla vecchia vernice. Il pulitore più classico è composto da acqua ragia o essenza di trementina, olio paglierino e alcool in proporzioni diverse a seconda del tipo di sporco da eliminare, di solito le proporzioni sono 2:2:1. L'acool, come vedi, è sempre in proporzione minore per non rischiare di intaccare la vecchia lucidatura a gommalacca. Negli anni ho avuto modo di specializzarmi proprio in questo tipo di recuperi e, devo dire, è uno degli aspetti del restauro che più mi appassiona. All'interno del mio corso online sulla lucidatura che puoi trovare a questo indirizzo ti mostro un caso studio interessante proprio per il recupero della patina della base di una consolle del 700. Il coperchio, invece, essendo troppo compromesso è stato sverniciato e restaurato. E' interessante vedere come sono state poi uniformate le due parti con il colore ed una adeguata lucidatura a tampone. Allego la scheda di lavoro con tutti i passaggi delle lavorazioni.
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I commenti degli utenti:

Commento di: gabriele
ho letto l'articolo inerente al mantenimento dellla patina di un mobile antico.Essendo figlio d'arte mio padre xilografo classe 1909 vivente lucidissimo usava spesso l'essenza di trementina quando doveva sciogliere i colori a olio per i suoi paesaggi su tela pe
rchè oltre alle incisioni su legno ha fatto molti paesaggi a cera e a olio.Lui mi portava spesso da un suo amico ebanista che insegnava insieme a mio padre presso l'istituto statale d'arte di Urbino Oggi Scuola Del Libro,a vedere come costruivano mobili in stile rinascimentale e come verniciavano a lacca e restauravano ecco come è nata la mia passione.
Ho fatto anchio restauri a lacca che debbo dire discretamente fatti su mobili di casa nostra,restauri dovuti per via dei tarli mobili invasi causa legna che usavo per l'inverno per la stufa a legna. Ho iniziato facendo la pulitura totale con sverniciatore perchè erano diventati neri.Dopo la pulitura ho proceduto nel fare prima le siringhe sui buchi dei tarli poi visto che erano tanti ho fatto una camera a gas artigianale, involtando i mobili in un doppio celofan da imbianchino, ho forato una piccola parte e ho spruzzato con il compressore e l'ampolla l'antitarlo preso in una comune ferramenta, ho chiuso il foro e ho tenuto il mobile per una settimana chiuso.Poi lo riaperto con molta cautela in luogo ben ventilato,dopo dicchè ho chiuso i fori
con stucco,carteggiando l'eccedenza di stucco dopo 24 ore,poi ho passato a penello il turapori,carteggiandolo da asciutto,infine a pennello ho passato la lacca aggiungendo un po di anilina color noce.Sicurmente avrò fatto errori ma a me piacciono.Scusate, Grazie

Commento di: carlo
Ciao Gabriele, grazie per la tua testimonianza, ognuno ha un "suo" modo di restaurare, l'importante è lavorare nel rispetto del mobile e dell'artigiano che l'ha costruito.

Commento di: Alberto
un mobile impiallicciato, dopo aver tolto lalucidatura con alcool, volevo laccarlo bianco e, quindi, ho usato, anziche la gomma lacca, la saccandra mescolata al bianco di ittanio.Ho ottenuto il risultato voluto,ma adesso vorrei elininare o attenuare il troppo lucido.
Come devo fare?
Grazie

Commento di: Alessandro
Caro Carlo,
grazie per le tue e-mail, sono molto interessanti.
Oggi con un mio caro amico lucidatore di mobili in pensione abbiamo cominciato la pulizia di un cassettone in radica di noce (cassetti) e noce (corpo) del....non lo so, credo inizio '900, utilizzando dell'olio paglierino-petrolio bianco per togliere le macchie e la "fioritura" gialla. Era stato preventivamente sverniciato e pulito dai residui di sverniciatura con diluente alla nitro. Io, dopo la pulitura, stuccherei a cera e poi tratterei a gommalacca, la prima mano con pietra pomice. Il mio amico propone, dopo l'olio-petrolio, una mano a pennello di gommalacca su tutta la parte esterna per riempire un pò i pori e diminuire l'eventuale profondità di ciò che è da stuccare e una mano a pennello di gomma lacca su tutte le parti interne/non in vista del mobile-cassetti, così da "fermare" la polvere; poi stuccatura a cera, poi finitura a gommalacca a stoppino senza la prima mano di pomice. Quale procedura seguiresti tu? Cosa non faresti? Ti sarei grato di una risposta. Buon lavoro.
Alessandro

Commento di: carlo
Ciao Alessandro, ogni restauratore ha un "suo" modo di lavorare, frutto in parte degli insegnamenti che ha ricevuto e in parte dalla sua esperienza. Io ai miei studenti sconsiglio di passare la soluzione di olio e petrolio sui mobili in quanto si ungono inutilmente, anche la sverniciatura con diluente nitro non è consigliata. Io consiglio si sveniciare il mobile con uno svericiatore in gel, togli la vecchia vernice e le "fioriture" senza rovinare il legno. Anche la pomice la sconsiglio, sopratutto su un mobile che è già stato lucidato a suo tempo. Dopo la sveniciatura si passa alla stuccatura con uno stucco di gesso e poi ad una verniciatura con sola gommalacca. Sono d'accordo su una leggera mano a pennello sugli interni ma solo se il mobile non è di alta epoca e quindi non siano da salvare anche le patine interne.

Commento di: carlo
Ciao Alberto, la sandracca dà un lucido molto brillante, veniva infatti usata nel 700 per imitare le lacche orientali. Puoi smorzare il troppo lucido passando una paglietta in acciaio 0000 e finendo poi il mobile con una cera.

Commento di: Margherita
Maestro,La ringrazio di quanto mi ha inviato, per motivi personali non sono riuscita a leggere ancora tutto il suo sapere e la sua esperienza. La ringrazio, promettendoLe di farlo quanto prima.La mia sfida con me stessa non può aver nessun ostacolo per provarci. L'umiltà nel partire, la gratificazione nel riuscirci.
Semplicemente, grazie.
Margherita.

Commento di: carlo
Ciao Margherita, grazie a te per questo commento. La passione che traspare dalle tue parole ti consentirà di ottenere le prime gratificazioni che ti daranno la forza per continuare. Ricorda che dove mettiamo attenzione otteniamo risultati :))

Commento di: alessandro
Ciao Carlo. Tu ed il tuo sito siete davvero un utile supporto a chi ama il legno e le sue realizzazioni. Mio nonno era falegname ed io ho lavorato nel mondo del commercio del legno, e ne sono felice.
Possiedo delle porte in legno massiccio di betulla trattate 8 anni fa con un olio "biocompatibile" a base di terpeni di arancio. Ora vorrei trattarle a cera preparando un encausto, perchè ormai la superficie è secca e poco protetta. Vorrei prima pulirle dal grasso e dallo sporco e ti chiedo se il tuo "polish" può trovare applicazione anche in questa situazione, oppure se è meglio usare trementina pura.
Grazie per il consiglio e buon lavoro.
Alessandro

Commento di: carlo
Ciao Alessandro, il polish ha una percentuale di olio paglierino che ci consente poi di riprendere la vecchia lucidatura. Nel tuo caso mi limiterei ad una sgrassata con un solvente, una paiettata e poi una passata di cera o una ripresa con olio biocompatibile. Pensi che questi prodotti siano validi? La letteratura sull'argomento è piuttosto contradditoria.

Commento di: mariella
carissimo Alessandro
sono parecchi anni che lavoro con la gommalacca, posso dire di aver fatto parecchi lavori discreti, ma non ho mai ottenuto la lucententezza che volevo controluce vedo la vernice come se fosse un po'granulare, dove sbaglio? E'un lavoro che mi piace tantissimo e che vorrei fare al meglio anche se sono una madre di famiglia diplomatasi in arte parecchi anni fa'

Commento di: carlo
Ciao Mariella, la lucidatura a gommalacca a tampone è un mestiere e le variabili sono veramente tante, a volte basta sbagliare la scelta dello straccio esterno del tampone per compromettere una lucidatura. Senza fotografie del tuo problema è impossibile darti una risposta professionale. E' granulare la vernice o è il poro del legno che rimane aperto?

Commento di: pino
salve maestro:sono molto soddisfatto di essere approdato sul tuo sito.Le tue lezioni e il cd acquistato mi hanno aiutato a capire tante cose fino a ora sconosciute.Attualmente oltre ad aver risolto (se passare l'olio paglierino prima o dopo la tinta) passando direttamente il turapori e successivamente la cera.Con le nozioni acquisite ho restaurato un mobile,in mogano, di oltre cento anni che non riesco a capire in quale periodo e stile collocare.Posso mandarti una foto e aiutarmi a capire di che si tratta?.
saluti pino

Commento di: carlo
Ciao Pino, mandami pure una foto del mobile al mio indirizzo email carlo@artedelrestauro.it

Commento di: stefano
Ciao Carlo,volendo fare del restauro il mio prossimo mestiere ho preso a restaurare alcuni mobili di un amico,fino ad ora solo in un caso ho preferito lasciare la patina originale intatta,ed ho usato un polish composto da 100ml di trementina,50ml di alcool99,e 50ml di olio paglierino,il tutto strofinato con un tampone fatto di cotone all interno e un panno di lenzuolo all esterno.Volevo da te sapere se usando il tuo polish otterrei risultati migliori e se il tampone da me usato sia quello giusto.In attesa di risposta ti saluto e ti ringrazio in anticipo.

Commento di: carlo
Ciao Stefano,
il recupero in patina di un mobile è un processo delicato. Io passo un pulitore composto da acqua ragia, olio paglierino e alcool. Questo pulitore però non lo passo a tampone ma con del cotone o, nei casi di sporco ostinato, con della paglietta sintetica usata. Il tampone viene passato successivamente, con la gommalacca, per riprendere la vecchia lucidatura. La funzione del pulitore non è di rilucidare ma semplicemente di pulire lo sporco, che nulla ha a che fare con la patina.

Commento di: stefano
Ti ringrazio per la risposta e proverò subito sia il tuo polish che il modo in cui tu lo dai,anche se i risultati fin qui sono stati buoni,secondo me e secondo chi ha potuto vedere quanto da me fatto,non dubito che usando i tuoi metodi otterrò migliorie,grazie ancora ed un saluto.

Commento di: simone
Ciao Carlo,
premesso che sono alle prime armi e che vorrei veramente approfondire questo mestiere o meglio quest'arte (così la definisco meglio) ho qualche dubbio che vorrei sottoporti.
Ho un vecchio comodino che vorrei restaurare, con un po' di tarli sul retro ma non molti, la patina quasi perfetta, solo un po' di muffa sulla parte bassa ma con un bello squarcio su di un lato, casseto e sportello perfetti, come procederesti?

Grazie Simone

Commento di: carlo
Ciao Simone, senza foto del mobile non posso darti una risposta professionale. Spedisci pure le foto al mio indirizzo email carlo@artedelrestauro.it. Grazie :)

Commento di: Roberto
Ciao Carlo,
talvolta trovo delle cassapanche laccate che, a mio giudizio, non vanno sverniciate. Per pulirle uso dell'acqua tiepida e del sapone marsiglia. Bagno e poi strizzo una spugnetta NON abrasiva e, con molta delicatezza, tolgo lo sporco dalle superfici e subito dopo asciugo con un panno morbido. E' corretto oppure mi consigli di usare l'essenza di trementina, olio paglierino e alcool?
Non ho usato quest'ultimo pulitore temendo che "sverniciasse" la laccatura.
Ringrazio anticipatamente dei tuoi preziosi consigli.

Commento di: carlo
Ciao Roberto, sulle laccature bisogna lavorare con delicatezza e la spugnetta con il sapone di marsiglia sono ottime. Su decorazioni in finto legno invece, che in genere sono meno delicate, io uso il pulitore e poi riprendo il lucido con un tampone quasi asciutto. Come ho descritto in questo articolo del blog.

Commento di: Roberto
Ciao Carlo, grazie della risposta.
In questi giorni sto restaurando una cassapanca (presumo inizi '800) dipinta di un verde molto scuro che ho deciso di lasciare tale. L'istinto mi ha "guidato" verso una parziale e mirata sverniciatura facendo emergere così una bella venatura (presumo olmo). Per la finitura, sono indeciso se lucidarla a gommalacca oppure a cera (propenderei per quest'ultima). Cosa mi consigli? Grazie!

Commento di: carlo
Ciao Roberto, senza vedere il mobile mi è difficile darti una risposta. In linea generale la finitura a sola cera è piuttosto "povera" e si addice a mobili molto rustici o molto antichi. Io preferisco fare sempre una base di gommalacca ed eventualmente finire poi a cera il mobile. Puoi inviarmi le foto del mobile. Richiedi il mio indirizzo email nel form della pagina "Chi sono".

Commento di: raffaella
Sig. Carlo la ringrazio per le e-mail che sono ricche di informazioni preziose per me che a breve dovrò cimentarmi nel restauro di mobili porte e finestre della mia casa epoca 1800. So che il lavoro che mi aspetta sarà difficile e lungo soprattutto per il fatto che potrò svolgerlo nei week end e per la mia completa inesperienza. Spero di farcela anche con il suo aiuto. Grazie.

Commento di: carlo
Ciao Raffaella, ce la farai senz'altro :))

Commento di: Roberto
Ciao Carlo,
quando parli di gommalacca diluitissima per il recupero del mobile in patina ,a che concentrazione ti riferisci? 2,5% potrebbe andare bene?
Grazie della tua disponibilità
Roberto

Commento di: carlo
Ciao Roberto, non lo so. Nel senso che nella lucidatura, così come nel recupero in patina, dopo le prime indicazioni precise di diluizioni non è più possibile stabilire con certezza le percentuali. Le variabili sono tantissime, il tipo di essenza, il tipo di lucidatura e patina e il tipo di risultato desiderato. L'esperienza è fondamentale e le prime volte si lavora per tentativi e correzioni. Anche nei miei corsi dal vivo preparo sempre una gommalacca ad una certa diluizione ed è lo studente-apprendista a decidere se va bene o se va modificata, solo così si impara veramente :))

Commento di: Gianni
Salute maestro, voglio solo dire che trovo molto interessanti i vostri corsi,si sono rivelati veramente utili per migliorare la mia preparazione nel campo del restauro e della conoscienza dei mobili antichi.
Credo che non si finisce mai di imparare e lei e' fra quelli che riescono a trasmettere molto. I miei rispetti e complimenti per il lavoro che svolge!

Commento di: laura
i miei complimenti maestro Carlo e grazie


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Dicono di me..

Grazie ad Arte del Restauro sono riuscito ad acquisire e mettere in pratica tecniche che prima ignoravo. Carlo è un ottimo maestro, disponibile e paziente, il quale ha saputo sposare in maniera eccellente il sapere antico con il web, creando quel binomio perfetto che è Arte del restauro. Una bottega virtuale dove i segreti non ESISTONO! Col dire di essere fiero di essere uno dei componenti , ringrazio Carlo di vero cuore.

Francesco