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Il mobile Luigi Filippo

Postato in: Antiquariato
In questi giorni, nella mia bottega, sto restaurando una coppia di comodini di epoca Luigi Filippo. L'ebanista che li ha costruiti ha fatto un buon lavoro. Nota come il lastrone di piuma di noce inizia sulla fascia in basso, continua sugli sportelli, sul cassetto e nella piccola modanatura sotto il coperchio.
comodini-053.JPG
Lo stile Luigi Filippo (1830-1848) E� lo stile sviluppatosi in Francia durante il regno di Luigi Filippo, proclamato re dei francesi dopo la Rivoluzione di Luglio. E� in sostanza una prosecuzione degli stili Restaurazione e Carlo X, ma i mobili sono di aspetto più pesante e solido.

La moda è ormai decisamente dettata dalla borghesia e i sistemi di produzione determinati dai processi industriali (le nuove macchine in funzione permettono di tagliare piallacci molto larghi e dello spessore quasi di un foglio di carta). Sono proprio le nuove tecnologie, applicate al legno, che consentono di produrre ed utilizzare piallacci sempre più grandi e sottili.
luigi-filippo.jpg
Piallacci che vediamo utilizzati sulle ante di questa credenzina, molto curata anche nel coperchio, in breccia dipinta in policromia, a creare un decoro ispirato alla pittura dei vasi greci.
breccia.jpg
La tendenza al ritorno al neoclassico la troveremo in tutta la produzione dell'800. Continuerà, nella produzione artistica, fino ai primi anni del 900.

Nell'immagine: una di una coppia di credenzine, interamente impiallacciate in mogano. Epoca Luigi Filippo. Casa d'aste S. Marco, Venezia

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I commenti degli utenti:

Commento di: giuseppe
Caro Carlo, sono Giuseppe da Ferla (Siracusa). Più guardo il materiale che mi spedisci, e più mi rendo conto che mi sto addentrando in un progetto alquanto difficile. La cosa che mi turba di più, e il fatto di non essere all'altezza di poter riconoscere lo stile di un mobile (cosa che ancora non mi è capitato di fare), con tutto quello che ne consegue (valutazione del lavoro, stima del preventivo, intervento da adottare). Riguardo all'approccio manuale dell'operato( le varie riparazioni di falegnameria, sostituzione delle parti rovinate, modellamento delle varie cornici, ecc) non ho problemi, mi destreggio benissimo con i lavori manuali, e sono un discreto scultore. Spero, anche grazie ai tuoi consigli, di poter colmare il vuoto che ho in questo settore, per poter equilibrare il tutto, in modo da essere all'altezza della situazione. Una curiosità... riguardo la lucidatura o la brillantatura(non so se il termine è giusto) di un mobile, è chi ti commissione il lavoro che decide l'ultimo trattamento da adottare, o è semplicemente una tua scelta? Ti saluto, ringraziandoti sempre per le tue costruttive lezioni, e aspetto (come sempre) con ansia le tue risposte. Ciao

Commento di: carlo
Ciao Giuseppe, innanzitutto non farti prendere dallo sconforto, il fatto che ti stai ponendo queste domande ti pone già nel giusto atteggiamento mentale per migliorare le tue capacità. Tutti noi, all'inizio della carriera, non conosciamo tutto, si va a bottega per questo, io sono qui per supportarti. Per quanto riguarda la finitura di un mobile la scelta si fa sempre in accordo con il cliente, il restauratore può consigliare ma l'ultima parola è sempre sua, nel rispetto della storia del mobile.


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Dicono di me..

Conosco Carlo da quindici anni e da sempre il mio restauratore di fiducia, nonchè, all'occasione, mio mercante, e, sempre, un amico. E' quindi difficile trovare un suo specifico punto di eccellenza da segnalare a chi non lo conosce, ma ci provo: la capacità e prima ancora la voglia di spiegare, questo o quel dettaglio, questa o quella tecnica, senza fronzoli nè snobismi. Lunico vero segreto di un grande mestiere

Marco Comelli - Lodi