Come "invecchiare" un mobile...
Postato in: Restauro
Nell'Accademia del restauro, la comunità online degli appassionati di restauro e antiquariato, insegno due tipi di restauro: il restauro conservativo e il restauro antiquariale.
Il restauro antiquariale è un restauro molto interessante, in genere si pratica su mobili che non sono molto antichi o di particolare pregio. Si tratta di un restauro che mira a rendere il mobile funzionale all'inserimento nell'arredamento, anche modificandolo.
Un tipico esempio di restauro antiquariale è la trasformazione di un armadietto ad un'anta, detto anche "armadio da scapolo", in vetrinetta. Basta, in genere, togliere il pannello o lo specchio dall'anta e sostituirlo con un vetro. Si aggiungono poi i ripiani e le scalette per regolarli in altezza.
E' il caso che si è presentato a Lucio, un mio studente dell'Accademia. Lucio è un hobbista ma, visto come lavora bene, il passaparola tra parenti e amici gli ha portato già un discreto numero di clienti. In questo restauro, vista l'epoca del mobile e le esigenze della cliente, valeva la pena di fare anche altre modifiche al mobile e lo abbiamo deciso insieme confrontandoci sul Forum riservato dell'Accademia.
Le modifiche non hanno quindi comportato solo il rifacimento dei piedi del mobile, completamente rovinati dal tarlo e dall'usura. La scelta di nuovi piedi in stile, l'aggiunta di una fascia alla base del mobile e la scelta della sagoma che avrebbe contornato il vetro hanno contribuito a trasformare un mobile dei primi del 900 in un mobile con lo stile della seconda metà dell'800.
Lucio ne ha parlato alla cliente che si è dimostrata non solo d'accordo ma entusiasta di poter dare più "sapore" ad un mobile piuttosto semplice e del 900.

Il mobile prima dell'intervento.

I piedi completamente usurati e infestati dal tarlo.

Mostro con un tutorial come si sostituiscono i piedi di un mobile.

Mostro anche con uno schizzo come aggiungere una fascia alla base del mobile.

Lucio, dopo aver eliminato i vecchi piedi, crea la base per i nuovi.

Ecco i nuovi piedi in stile Neo-barocco e la nuova fascia, opportunamente preparati per la lucidatura.

Ecco il mobile finito. Nota come la verniciatura a tampone unita ad alcuni trucchi per patinare il legno nuovo hanno creato un insieme omogeneo di colore e patina. Un mobile molto semplice e lineare dei primi del 900 ha ora il "sapore" di un mobile della seconda metà dell'800!
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I commenti degli utenti:
Commento di: Costanza
L'esperienza di Lucio e stata formativa e utile a tutti noi colleghi dell'accademia, basta guardare le foto, partendo da un mobile semplice senza particolarità, che si trasforma in una vetrina ritornando a nuova vita, notare la lucidatura a gommalacca che sapore e bel tono a dato al mobile, tutto questo grazie al talento e passione di Lucio e la sempre attenta e indispensabile formativa guida del maestro Carlo Ferrari, senza il quale tutto ciò non e possibile.
Commento di: mirco
l'accademia del restauro è una vera opportunità per chi ama il restauro e i mobili antichi.
Commento di: Roberto
Eccellente e incredibile come un mobile insignificante può essere trasformato in oggetto d'antiquario, questo grazie all'estro e immaginazione visiva del restauratore e alle sue grandi capacità lavorative.
Commento di: dante
Devo ringraziare sia Lucio e il nostro maestro Carlo,perche' e quello che a me piu' entusiasma,il modificare un mobile insignificante, personalizzarlo con il proprio ingegno,penso che sia la massima soddisfazione per un principiante come me, grazie
Commento di: Vincenzo
Buongiorno
non sono d'accordo sul fatto di trasformare i mobili anche se non di valore, questo è un brutto vizio per guadagnare economicamente, nel campo dell' antiquariato roviniamo il progetto e l'idea della persona che la concepito e, tra cinquanta o cento anni qualcuno farà lo stesso discorso che facciamo adesso per CASSETTONI DI GRANDE MISURA rimpiccioliti per gusto di mercato .
non prendetela come critica è solo una mia convinzione, a presto un ritorno in Accademia.
saluti
Vincenzo
Commento di: carlo
Ciao Vincenzo, sono d'accordo con te, in linea di massima. Non hai idea a quanti secretaire ho ricostruito lo scarabattolo, eliminato negli anni 50 per farne mobili bar.
Nel caso specifico la trasformazione di un armadietto ad un'anta in legno dolce e per niente funzionale, destinato a rimanere in una cantina piuttosto che ad essere bruciato, mi sembra un buon recupero funzionale ed ecologico.
Commento di: leonardo
Ciao Carlo spesso mi capita di verniciare porte e finestre e siccome sono molto pignolo avrei bisogno di un consiglio ultimamente ho sverniciato delle porte,colore duglas
ma terminata la stuccatura non viene precisa al colore dell'impregnate sarei contento aver un consiglio da parte tua,effettuata la stuccatura con lo stucco gia colorato es: duglas preferirei che sia uniforme con il colore ,mi sono riletto la parte del mini corso,che riguarda la stuccatura
insomma,metto in pratica quello che tu mi hai inviato,oppure per le porte,infissi,segui un'altra tecnica.
con la speranza che mi sono spiegato.
ciao leonardo
Commento di: carlo
ciao Leonardo, innanzitutto se usi impregnanti sintetici non sempre il risultato è garantito. I miei consigli si riferiscono infatti all'uso della gommalacca e alla lucidatura di mobili. lo stucco che acquisti ha un colore "base" che deve sempre essere corretto con le terre colorate come puoi vedere nel corso in DVD L'abc del restauro e come spiegherò nel mio "Prontuario del restauratore e del lucidatore" di prossima uscita.
Commento di: Lucio
Ciao a tutti, sono lucio l'allievo del maestro che ha realizzato questo lavoro. Sono un hobbysta, non pratico il restauro per soldi ma solo per passione. Grazie al maestro e tanta buona volontà in un anno, partendo da zero, credo di aver raggiunto un discreto livello. Per Vincenzo, come ha già avuto modo di rispondere il maestro, sono assolutamente d'accordo con te che non bisogna modificare il mobili d'epoca perchè significa snaturarli. Qui però non parliamo di un mobile d'epoca ma semplicemente di un "vecchio" armadio ad un'anta inutilizzabile e veramente destinato a legna da ardere. Per me è stato un esercizio per il proprietario (mio amico) un modo per rivivere un vecchio mobile della nonna.
Grazie ancora Carlo
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