La lucidatura a tampone
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Chi mi segue da tempo sa quanto io ami la lucidatura dei mobili antichi e quanto mi appassioni praticarla. Negli anni ho approfondito la lucidatura a tampone con vernice di gommalacca ed il recupero della patina originale dei mobili. Spesso delego la parte del restauro di falegnameria di un mobile per dedicarmi esclusivamente alla sua lucidatura.
Una volta esisteva la figura professionale del lucidatore, figura che è andata, negli anni, sparendo. Con il mio corso sulla lucidatura ho voluto fare chiarezza in un mondo, quello della lucidatura dei mobilia antichi, dove chiarezza non c'è. Voglio ora indicare i passaggi fondamentali che portano i miei studenti-apprendisti dalla preparazione di un mobile alla sua lucidatura a tampone e patinatura.
1) Preparazione del fondo, la preparazione del fondo che devi lucidare è importantissima. Cos&ìgrave; come la gommalacca evidenzia la bellezza del legno, le sue venature, radice e marezzature, mostra anche tutti i suoi difetti. Il fondo lo prepari con un accurata pulitura, nel rispetto della patina, stuccatura e carteggiatura finale.
2) Coloritura, colori il mobile per molti motivi. Ad esempio tonalizzare parti di mobile costruiti con legni di colore diverso, "scaldare" un mobile dal colore troppo "freddo" o semplicemente armonizzarne il colore. Io uso mordenti all'acqua, molto stabili alla luce nel tempo. Uso le tre tinte base: noce, mogano e ebano, mescolando sapientemente queste tre tinte puoi ottenere tutti i colori.
3) Prima mano e rasatura, stai entrando nel vivo della lucidatura! Questa prima mano ha la funzione di iniziare il riempimento del poro con la gommalacca. L'altra funzione importantissima è quella di fissare il pelo del legno per poterlo poi rasare con la paglietta. Se non rasi il pelo del legno, infatti, non consenti alla luce di essere riflessa. Non potrai mai avere una buona lucidatura.
4) La lucidatura, nella lucidatura vera e propria devi riempire il poro del legno senza creare spessori sul mobile. E' per questo che ad ogni passata con il tampone, dopo l'asciugatura, segue una spaiettata per eliminare l'ultimo pelo del legno e lo strato di vernice in eccesso. In questa fase ti aiuti con alcune gocce di olio paglierino per far scorrere il tampone, senza "strappare".
5) La finitura, a questo punto della lucidatura devi scegliere il tipo di finitura che desideri conferire al mobile, a "mezzo poro" per i mobili rustici, o dell'800 che non richiedono una finitura brillante. Oppure lucido brillante per i mobili del 700 lastronati o intarsiati o per i mobili dell'800 particolarmente eleganti, come i mobili biedermeier. Qui entra in gioco la tua sensibilità e la tua preparazione!
6) La patinatura, patinare un mobile è una vera arte. Un mobile ben restaurato deve sembrare un mobile non restaurato. Patinarlo significa ridare al mobile quel sapore di "morbido e vissuto" tipico dei mobili antichi. L'uso di un buon encaustico, o insieme di cere colorate con bitume di Giudea, ti consente di ridare al mobile il sapore del tempo. La patina è la "pelle" del mobile!
7) La brillatatura , se hai deciso che il tuo mobile merita una finitura brillante ti stai misurando con uno degli aspetti più interessanti della lucidatura. Dopo aver riempito il poro del legno in maniera completa, senza creare spessori sulla superficie, rendi brillante la lucidatura con l'aiuto di una resina naturale, il benzoino. E' la fase più difficile della lucidatura, ma anche la più ricca di soddisfazioni, ma soprattutto ora sei un lucidatore finito!
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I commenti degli utenti:
Commento di: angela
PER UN LEGNO MOLTO DEGRADATO CHE è STATO RESTAURATO MALE (CON IMPREGNANTE E PITTURE) COME POTREI RIMUOVERE QUESTE SPORCIZIE? E DOPO COME PROCEDERE X FORMARE LA PATINA. OVVIAmente SI TRATTA DI LEGNO DELL'INIZIO DEL '900.
Commento di: carlo
Ciao Angela, in questi casi il mio consiglio è di rimuovere le vecchie vernici con una svericiatore in gel, carteggiareil mobile e riprendere la lucidatura a gommalacca, infine patinare con una buona cera.
carlo
Commento di: Alessandro
ciao Maestro Carlo dove posso trovare la tela esterna per la fase finale della lucidatura
Commento di: carlo
Ciao Alessandro, per la tela esterna del tampone io uso vecchie lenzuola di cotone usurate. Usurate in quanto meglio si adattano alla forma del tampone ed alla mano.L'importante è che non lascino fibre, queste farebbero corpo unico con la vernice rovinando la lucidatura. Ottimi per la parte finale della lucidatura e la brillantatura sono le vecchie camicie ed i vecchi fazzoletti.
Commento di: stefania
Volevo chiederti un chiarimento in merito alla lucidatura:dopo aver verniciato x 2 volte con la gommalacca, quindi mi trovo con la superficie asciutta e spaiettata, passo alla lucidatura?ovvero ri-vernicio la superficie (3° mano)con il tampone e gommalacca poi continuo a tirare la vernicie con + alcool e alcune gocce di olio?è corretta quest'ultima fase?grazie
Commento di: carlo
Ciao Stefania, riassumere un mestiere in poche righe è molto difficile. Diciamo che la prassi che mi indichi è corretta. Dopo la preparazione del fondo e le prime due mani con relativa spaiettatura si passa alla lucidatura vera e propria a tampone. L'olio ha la funzione di consentirti di lavorare la gommalacca senza "strappare" senza cioè togliere vernice anzichè metterla. Ti ricordo di usare poco olio in quanto tutto l'olio che metti andrà poi tolto nelle passate successive, fino alla sua completa eliminazione alla fine della lucidatura.
Commento di: Serena
Anche io avevo questo dubbio!!!Colgo l'occasione per ringraziarla dei suoi innumerevoli consigli, sono proprio preziosi!!!devo dire che più passa il tempo e più sono contenta di aver trovato questo sito, all'inizio pensavo "chissa se mai risponderà a tutti" e invece è ammirevole quanto tempo riesce a dedicare ad ognuno di noi, immagino non sia facile... il suo tempo e la sua esperienza è importante anche per chi come me è alle prime armi, spesso chi fa questo mestiere non ama trasmetterlo ad altri ed invece credo sia importante insegnare le proprie esperienze ad altri.
Grazie ancora
Commento di: carlo
Ciao Serena, non solo rispondo a tutti gli appassionati di restauro come te, ma seguo anche un bellissimo forum riservato all'interno dell'Accademia del restauro, dove puoi postare le tue domande e le foto dei tuoi lavori ed avere le risposte giuste su come procedere...una vera e propria bottega virtuale a fianco del Maestro.
Commento di: Serena
Come si fa per partecipare o almeno visitare il sito dell'accademia del restauro?
Commento di: carlo
Ciao Serena, nei prossimi giorni ci sarà un post su questo blog con un video che mostrerà cosa puoi trovare nel'Accademia del restauro e come fare a parteciparvi. Rimani "sintonizzata"...
Commento di: Antonino
Caro Maestro
chiedo scusa se la mia richiesta di chiarimenti apparira' banale ai piu', ma davvero da tutte le tue spiegazioni, non sono riusito a capire/creare una sequenza di lucidatura passo- passo ti dico come ho capito:
Uno- pulire il pezzo e portarlo al legno originale.
Due - carteggiare per bene e rendere la superfice liscia.
Tre - stendere con il tampone , il mordente all'acqua o ad alcool.
Quattro - eliminare il pelo con la paglietta acciaio finissima.
Cinque - solo adesso sempre con un tampone passo la gommalacca che poi asciuga e la ripasso fino al risultato desiderato.
e' tutto corretto o sono davvero NEGATO ?
ti ringrazio e scusa se .........
Antonino
Commento di: carlo
Ciao Antonino, ogni lucidatore, nel corso della sua carriera , mette a punto il suo sistema di lucidatura. Quindi non esistono regole fisse. Io ti parlo del "mio" sistema che ho messo a punto e testato negli anni. Della tua sequenza l'unico appunto che mi sento di farti è nella stesura del colore. Per il mordente all'acqua io uso il pennello e passo poi un panno-carta o uno straccio per eliminare gli eccessi. Qualche mio collega usa la spugna per mordenzare, io non l'ho mai fatto, preferendo sempre un buon pennello della misura adatta. La paglietta si usa solo dopo aver passato la prima mano di gommalacca. Questa prima mano ha una duplice funzione: riempire il poro e fissare il pelo del legno.
Commento di: felice
caro maestro...finalmente ho sverniciato il vecchio baule(non di grande valore,quindi posso sbizzarrirmi... sarebbe il mio primo minirestauro)che vorrei destinare x la cameretta dei miei 2 bimbi...vista l'assenza di esperienza...chiedevo un un percorso passo passo delle cose da fare...1-sverniciare,2-carteggiare...poi...
sentitamente ringrazio
Commento di: carlo
Ciao Felice, trovi su questo blog un articolo "Il restauro dei mobili antichi" dove è descritto passo dopo passo il retauro di un mobile. Per trovare l'articolo inserisci il titolo nella casella "cerca nel blog" in alto a destra :))
Commento di: Michele
Buongiorno Carlo, ti ringrazio sempre per tutti consigli che mi dai, vorrei saperne di più sul riconoscere mobili antichi, l'età , lo stile, devi sapere che ho imparato tantissimo dietro i tuoi consigli e sono diventato bravino a restaurare e dare pulitura a gommalacca e finitura a benzoino, però non conosco ancora come fare per capire l'età del mobile, puoi aiutarmi? grazie anticipatamente Michele
Commento di: Viluy
Carissimo Maestro
in questi giorni sto restaurando un armadio,chiamato Armadio da singol,dopo una sverniciatura con rasiera ed un lavaggio eseguito con alcool etilico seguito poi da una carteggiatura con grana 150/180, ho mordenzato il tutto; alla prima mano di fondo poliuretanico però,mi è uscita la classica buccia d'arancia.
La proprietaria mi ha riferito che una volta ogni 2/3 mesi le passava l'olio paglierino, che sia questo il problema?
Se si come mi posso comportare?
Grazie.
Commento di: carlo
Ciao Michele, sto registrando un nuovo corso in DVD sulla storia del mobile antico, primo passo per il riconoscimento dei mobili antichi, uscirà tra pochi mesi. Nel frattempo studia, io consiglio sempre di sfogliare i cataloghi delle vecchie aste, costano poco e sono pieni di informazioni interessanti.
Commento di: carlo
Ciao Viluy, io consiglio di sverniciare i mobili con uno sverniciatore in gel che rispetta la patina del legno del mobile. SONO CONTRARIO in modo assoluto all'uso di fondi poliuretanici che rovinano irrimediabilmente il mobile, qiundi non posso esserti utile.
Commento di: Viluy
Vede Maestro è per questo che "forse" il grande (per alcuni ma non per molti) Albert Einstein diceva tutto è relativo.
Perchè dico questo?
A Maggio ho partecipato ad un corso di verniciatura del legno e del mobile antico e non..dove si trattava di tutto:
in particolare di vernici nitro,sintetiche,acriliche,poliuretaniche,ad acqua, si è parlato anche dell'adorabile gommalacca ( che io personalmente amo più di tutti i famosi "intrugli") la cera e tutti i vari prodotti di conservazione e manutenzione del mobile antico.
Il sottoscritto non è un appassionato come la maggior parte dei miei compagni di forum,è dal 2001 che restauro tutto quello che è di legno costruito dal '800 al 2010, io rispetto tutti ma mi piacerebbe vedere un appassionato riparare una giunzione a coda di rondine o ripristinare una modanatura o riprodurre un piede a cipolla al tornio per non parlare della lucidatura a tampone che per molti sembra facile,io ci ho messo 2/3 anni ad avere i primi risultati...come lei sa anche io con tanta esperienza, ho delle lacune;
cosa centra tutto questo discorso?
Mi spiego:
Lei ha risposto alla mia domanda specificato che le vernici piliuretaniche non le sono tanto simpatiche eppure al corso le consideravano le numero uno leggendo le riviste specializzate del settore danno ragione al corso.
Ora per gli appassionati che magari come me,faranno un giorno la loro professione, la domanda è:
ma chi ha ragione?
o meglio a chi dobbiamo dare ragione?
Le posso assicurare che il rapporto con il cliente non è tanto scontato,anche loro hanno un certo peso nel contesto (anche se questa è un'altra storia)del lavoro.
Arrivederci, un saluto a tutti i miei compagni di passione e colleghi di lavoro.
Commento di: carlo
Ciao Viluy, porta pure, se vuoi, questa discussione all'interno del Forum riservato dell'Accademia in quanto è molto interessante. Non è questione di simpatia o antipatia per una vernice. Se parliamo di mobili nuovi in mdf impiallacciato o parquet, ben vengano le vernici poliuretaniche. Ma io sto parlando del restauro di un mobile antico. La mia esperienza mi porta a considerare le vernici poliuretaniche dannosisime per il legno in quanto non consentono allo stesso di "respirare".
Questo porta ad una serie di problematiche quali sbiancature o fessurazioni. Fai bene a seguire molti corsi, io stesso ne faccio ancora dopo oltre 25 anni di attività . L'importante è prendere il buono da ogni corso, così come da ogni Maestro :))
Commento di: Donatella
Mi capita spesso di lucidare i mobili dell'800 o primi 900 con gommalacca, ma usando il pennello non il tampone ho degli ottimi risultati. Praticamente relizzo un semilucido, può andare? Grazie
Commento di: carlo
ciao Donatella, la lucidatura a gommalacca a pennello e a tampone sono due lucidature molto differenti. Io consiglio la prima sui mobili rustici da finire a cera, mentre per gli altri mobili consiglio la lucidatura a tampone. Perchè non provi a cimentarti? Il tuo livello qualitativo di restauro ne avrà solo benefici :))
Commento di: carlo
nella lucidatura di un mabile già trattato con gommalacca, come posso eliminare quei piccoli residui di vecchia gommalacca essiccata che si vedono sulla superfice da trattare?
Commento di: carlo
Ciao Carlo, prima di una lucidatura a gommalacca il fondo deve essere preparato alla perfezione. Non devono esserci residui di vecchie vernici. Io consiglio, quando non si recupera in patina, uno sverniciatore in gel.
Commento di: simona
Buongiorno, sono una decoratrice e ho una domanda da porle e cioè se la lucidatura a tampone si può effettuare anche su mobili colorati e decorati con colori acrilici.
Grazie
Simona
Commento di: carlo
Ciao Simona, la lucidatura a tampone non si presta ad essere adottata sui mobili decorati in quanto il poro del legno è già chiuso dal colore acrilico. Al limite puoi dare una mano di gommalacca a tampone come fissativo dei colori, usando gommalacca decerata se non vuoi aggiungere colore al decoro, oppure sfruttando proprio il colore naturale della gommalacca per dare un tono "caldo" a tutto il tuo lavoro.
Commento di: Marcello
Salve, mi sono cimentato da poco nel restaurare una scrivania non molto antica risalente più o meno ai primi del '900. Il mobile si trovava in precarie condizioni poichè non era stato mai trattato con prodotti idonei alla pulizia del legno. All'inizio non ho trovato molte difficoltà , pur essendo la prima volta, a sverniciare e riportare alla luce il legno nudo, stuccheggiare, carteggiare e mordentare però arrivato alla lucidatura non ho avuto il risultato desiderato. Ho scelto di applicare una lucidatura ad encausto perchè ho reputato la lucidatura a gommalacca più difficile ma il legno non è venuto lucido e a questo punto non so più cosa fare. La prego se per favore mi può dare dei chiarimenti in merito. La ringrazio. Cordiali Saluti Marcello.
Commento di: carlo
Ciao Marcello,la lucidatura ad encaustico non è una vernicitura ma una lucidatura, la differenza è molta e si vede. Con una verniciatura a gommalacca a pennello o, meglio ancora a tampone, noi riempiamo il poro del legno, la luce penetra nel poro, viene riflessa, e tutti i pregi del legno vengono messi in risalto. La sola cera non basta. Senza la foto del mobile non posso darti una soluzione del tuo problema. A volte è meglio sverniciare e rilucidare a gommalacca. Verniciare un mobile con due mani di gommalacca, spaiettando tra una mano e l'altra posso assicurarti che non è difficile :))
Commento di: Marcello
La ringrazio della sua disponibilità nell'ascoltare le mie difficoltà . Volevo sapere se è adatta la gommalacca acquistata già in soluzione, se tra una passata e l'altra devo aspettare qualche ora e come togliere la cera che ho applicato. Scusi la mia ignoranza e Grazie!!!
Commento di: stefano
Ho molto apprezzato i tuoi tutorial sulla gommalacca,che io preparo proprio come te cioè con alcool a 99,9,e su come lucidare a tampone,sono davvero preziosi insegnamenti anche per chi non è proprio alle primissime armi,ma il mio motto è che tutti abbiamo sempre da imparare da chi ne sa più di noi,in questo caso tu,e che il vero errore sta nella presunzione di sapere già tutto,ora però vorrei chiederti se tra i mobili che restauri ce ne sono anche di laccati,con laccature artistiche e di epoca naturalmente,e nel caso se non fosse possibile trattare anche questo argomento insegnando ai tuoi allievi,come me,qualcosa in proposito,ti ringrazio in anticipo e ti saluto.
Commento di: carlo
Ciao Stefano, pur avendo frequentato , molti anni fa, corsi di specializzazione in laccatura e doratura io mi limito a fare piccoli interventi sia di laccatura che di doratura a missione, lasciando il restauro "vero" di queste due specializzazioni al mio doratore, nel rispetto delle professionalità altrui. Io ho preferito specializzarmi nella lucidatura a tampone e nel recupero in patina dei mobili antichi.
Commento di: carlo
Ciao Marcello, io sconsiglio la vernice di gommalacca già preparata in quanto generalmente non vengono indicati gli ingredienti e le quantità . La mia ricetta base di vernice sono 200 grammi di gommalacca in un litro di alcool a 99,9°, è facile da preparare e sai cosa stai usando e le sue dosi.
Tra una mano e l'altra devi aspettare anche mezza giornata o un giorno intero dipende dalla temperatura, per mano intendo una serie di passate finchè il fondo che stai lucidando non "tira" quando cioè la vernice tende a strappare. Per togliere la cera basta passare uno straccio imbevuto di acqua ragia e asciugare poi con un panno carta.
Commento di: Marcello
Salve,ho applicato la gommalacca, posso dire che tutto sommato il risultato è stato buono, anche se mi sono aiutato molto con il pennello nei fianchi del mobile perchè con il tampone non riuscivo a coprire tutta la superficie fino ai bordi, però ho notato che per la maggior parte della scrivania è venuta fuori la lucitatura solo che in alcuni punti specie negli angoli sembra che la soluzione venga assorbita dal legno il quale resta opaco e non lucido. Come faccio a risolvere questo problema?
La ringrazio della disponibilità , Cordiali Saluti Marcello.
Commento di: carlo
Ciao Marcello, la lucidatura a tampone è un mestiere e non mi è possibile riassumerlo in poche righe. Le variabili sono tantissime: dalla diluizione della vernice al tampone, dalla pressione della mano alla preparazione del fondo. Per questo motivo il mio percorso formativo è molto articolato e dal blog ai corsi più avanzati approfondisce tanti argomenti tra cui la lucidatura a tampone.
Commento di: Marco
Venerabile Maestro, sebbene la preparazione vera e propria dei sottofondi sia INDISPENSABILE alla buona riuscita del restauro, è solo la lucidatura che ne appone il sigillo su un pezzo e lo rende o no alla storia.
Nel caso di un tavolo a vela d'epoca biedermeier, con piano in lastrone di radica di noce su rovere (!) ma base in noce massello riccamente intagliata su colonnine tornite, è opportuno procedere alla lucidatura del piano fino alla brillantatura, ma come ci si deve regolare con la base? Si possono unire due livelli di lucidatura differenti nello stesso mobile? Inoltre: nella tradizionale lucidatura a gommalacca è bene iniziare a pennello e finire a stoppino oppure è giusto iniziare e finire solo a passate di stoppino?
La ringrazio per l'attenzione e la saluto con viva cordialità . Marco
Commento di: carlo
Ciao Marco,
la lucidatura di un mobile deve sempre essere omogenea in tutte le sue parti, se ritieni di brillantare il coperchio devi brillantare anche la base. Per quanto riguarda il processo di verniciatura a tampone dipende dal risultato che vuoi ottenere, per una lucidatura a mezzo poro o a poro pieno io passo la prima mano a pennello, se la finitura è importante e brillantata parto subito con il tampone.
Commento di: gino
salve è da qualche anno che restauro i mobili antichi con sola gomma lacca. tiro al lucido brillante oppure opaco con mezzo poro a cera, ma non mi sono mai cimentato a fare il poro chiuso opaco senza cera.Non ho fatto nessuna prova ma vorrei fare in futuro questo tipo di finitura. mi puoi aiutare con un consiglio? grazie.
gino
Commento di: carlo
Ciao Gino, la lucidatura a poro chiuso con finitura opaca è una contraddizione in termini, infatti riempiamo tutto il poro proprio per aumentare il lucido di un mobile. Chi esegue lucidature a spruzzo conosce bene questo problema, infatti per ottenere una finitura opaca passano una paglietta 0000 prima della cera. Lavoro inutile, per ottenere una finitura opaca basta riempire meno il poro.
Commento di: maria
buon giorno volevo porrle un quesito .non riesco a capire perche ho comprato la gommalacca , l'ho preparata con alcol sia 99 che 94 ma non capisco perche non si sciolga bene ,ne ho messo 100 grammi x litro .può essere vecchia? l'ho anche filtrata sembra che vada bene ,ma poi asciuga e mi fa tutto bianco e poi non so come togliere il bianco
sono disperata ho provato + volte
su diversi mobili e mi succede sempre cosi ho anche aspettato 24 ore agitandola di tanto in tanto
non è umido in casa
la ringrazio x il tempo che le rubo
sono ai miei primi comodini
Commento di: carlo
Ciao Maria, sei sicura della qualità della resina che hai comprato? La gommalacca so scioglie completamente in 24 ore senza problemi, non importa se è vecchia. Il fatto che la tua si sciolga così difficilmente mi lascia perplesso. Si tratta di una gommalacca decerata? Il bianco invece è legato alla presenza di umidità nell'ambiente o di alcool di scarsa qualità oppure di tempperatura dell'ambiente dove si lavora. Come vedi i fattori che concorrono ad una buona lucidatura sono molti. Io proverei a cambiare subito gommalacca.
Commento di: nicola
ciao carlo mi chiamo nicola è da sempre che mi appassionano mobili e porte in arte provenzale la patinature da un po di tempo sto pensado di fare qualche prova ma no so che prodotti usare che vernice se ad acqua a diluente e come viene effettuata la patinaturase spero di no chiedere troppo ti ringrazio anticipatamente
Commento di: carlo
Ciao Nicola, nella decorazione del mobile puoi usare molti tipi di vernice: ad acqua, a solvente o acrilica. Io preferisco usare la vernice ad acqua o a solvente in quanto posso stendere molto bene la vernice senza lasciare i segni del pennello, problema che non ho ancora risolto con le vernici acriliche. Dopo aver laccato il mobile o la porta io patino con del bitume di Giudea molto diluito, tolgo gli eccessi con uno straccio e ne lascio un poco negli angoli o lungo le modanature per dare un sapore di "vissuto" al mobile. Fai sempre delle prove. Alcuni fissano il bitume con vernici trasparenti ma io preferisco di no, l'usura consuma la patina e rende il mobile più interessante. Una tecnica affine è lo stile Shabby di cui ho scritto in questo articolo sul blog.
Commento di: Gabriella
Maestro Carlo, innanzitutto voglio ringraziarti per aver messo in rete la tua esperienza ed averlo fatto così bene. Grazie davvero!
Ho una vecchia cornice 65x80. E' della metà dell'800 circa, tutta intarsiata. E' annerita oltre che dallo sporco anche dal nerofumo delle candele (era nella camera da letto della mia trisavola). Come posso pulirla e sistemare qualche piccolo angolino mancante? Mio hanno suggerito acqua e ammoniaca, ma ho letto che tu lo sconsigli.
Grazie e complimenti per il sito!
Gabriella
Commento di: carlo
Ciao Gabriella, evita assolutamente l'ammoniaca, rovineresti la cornice. E' intarsiata o intagliata? Per poterti dare una risposta professionale dovrei vedere una foto della cornice. Contattami tramite il form che trovi sulla pagina "chi sono" e ti faccio avere il mio indirizzo email :))
Commento di: Gerardo
Buongiorno. Ho iniziato il restauro di un armadio a 2 ante di inizio 900 (credo). Prima l'ho sverniciato interamente con sverniciatore gel ed ho asportato il tutto con spatola e paglietta. Da questa operazione sono comparse delle zone in cui il legno è stato stuccato con stucco bianco che prima, con la vecchia vernice (?), non era visibile. Come devo comportarmi? Asportare tutto lo stucco e ripristinare la stuccatura con stucco in tinta?
Come è possibile imparare a riconoscere il tipo di legno? Esistono delle guide al riguardo?
Grazie maestro Carlo per tutte le informazioni e i consigli che ci sta fornendo. Sono interessantissimi.
Commento di: carlo
Ciao Gerardo,
per quanto riguarda le stuccature bianche queste vanno tolte o almeno "abbassate" e ristuccate con uno stucco opportunamente colorato con le terre. Riconoscere le essenze è sempre una bella sfida per chi si approccia al restauro, comperare libri a riguardo è utile ma non esaustivo in quanto si tratta sempre di fotografie. L'esperienza aiuta molto. Se hai dei dubbi mandami una foto del mobile al mio indirizzo email, chiedimelo sulla pagina "chi sono" del sito.
Commento di: Giovanni
tu non sei solo "maestro restauratore" ma il poeta del restauro. Forse dopo diversi lustri si potrà imitare il maestro, ma il "poeta" è difficile. Se non mi leggi spesso è perchè ti ascolto. Questo mi succede sempre quando non voglio perdermi neanche una virgola.Complimenti (se ne avessi bisogno!) e stammi sempre bene
Giovanni
Commento di: carlo
Ciao Giovanni, grazie per il commento :))
Commento di: vincenzo
ciao carlo grazie per questo insegnamento solamente che non so di preciso cosè il bezoino se sia una vernice già preparata o altro attendo una tua risposta grazie
Commento di: carlo
Ciao Vincenzo, il benzoino è una resina naturale. Trovi alcuni interessanti articoli nel blog inserendo la parola "benzoino" nel form "cerca nel blog" alla tua destra. Il benzoino lo trovi in vendita nell'ecommerce "Prodotti per il restauro" del sito.
Commento di: Liviano Muratori
Buongiorno Carlo,
sono interessato all'acquisto di "10passi", però desidero un chiarimento. L'uso del corso on-line è a tempo indeterminato oppure no? Grazie.
Un caro saluto
Liviano
Commento di: carlo
Ciao Liviano, il corso "La lucidatura a gommalacca in 10 passi", una volta acquistato è tuo per sempre. I contenuti video e i tutorial possono essere consultati on-line o scaricati sul tuo pc e consultati quando vuoi.
Commento di: beatrice
buongiorno Carlo,ho in casa un tavolo fratino con una lucidatura ,che non so come si chiami, ma molto calda che mette ben in evidenza la venatura del legno. Poi ho un tavolo ovale non grande,con il piano intarsiato,e con una finitura lucudissima che il restauratore ha chiamato a gommalacca, infine un mobile" VIOLA" genovese con una lucidatura che mi sembra una via di mezzo fra le due precedenti.Potresti per favore chiarirmi un pò le idee e dirmi i nomi delle tre lucidature?
Ti ringrazio infinitamante per la risposta,e ti auguro una buona giornata
Commento di: carlo
Ciao Beatrice, senza vedere i mobili mi è impossibile darti una risposta professionale. Anche usando la stessa vernice, ad esempio la gommalacca, ma riempiendo il poro in modo diverso si ottengono finiture differenti più o meno brillanti.
Il mobile genovese "viola" dovrebbe essere un mobile lastronato di palissandro e richiederebbe una finitura brillante a gommalacca, mentre il fratino una finitura più morbida " a cera". I mobili intarsiati invece in genere richiedono proprio una finitura a gommalacca lucidissima.
Commento di: Christian
Buongiorno Carlo,
ho in casa un tavolo di legno antico, credo sia un fratino, purtroppo non mi intendo e quindi non ne ho la certezza. Proprio per questa mia ignoranza, ho appoggiato sul tavolo una scodella contenente del ghiaccio che ha lasciato in maniera molto evidente il segno del fondo della scodella. Esiste un modo semplice per rimediare a ciò? oppure serve rifare la lucidatura? Grazie in anticipo per i suoi consigli. saluti. Christian
Commento di: carlo
Ciao Christian, senza una foto del mobile e del "danno" non posso darti una risposta professionale. Puoi contattarmi sulla pagina "Chi sono" del sito per avere il mio indirizzo email.
Commento di: Alessandro
Buona sera signor Carlo,
nella verniciatura a tampone la fregatura sono gli angoli, sopratutto quando una fiancata di un mobile non si può smontare.
Il tampone non arriva negli angoli e lascia sempre quella specie di "bruciatura", non so come definirla, ma chi lavora con il tampone ha capito.
Vorrei chiederle gentilmente, se lei ha trovato una qualche soluzione, con i pennelli non mi soddisfa, forse con un mini aerografo? Non sò, mi potrebbe consigliare?
Grazie
Alessandro da Foggia.
Commento di: carlo
Ciao Alessandro, senza pensare a cose complicate bisogna imparare ad usare correttamente un pennello dalle setole non troppo lunghe, il trucco sta nell'usare il pennello fin da subito. Se lo usi dalle prime passate in modo da riempire il poro nei punti critici quali angoli, modanature, intagli ecc poi riesci ad uniformare la lucidatura con il tampone.
Commento di: angela
Gentile maestro,ho delle vecchie sedie che con l'andar del tempo si sono slentate(termine non adeguato ma mi creda, al momento, non me ne viene un altro),che non stanno più in piedi.Avendone smontao una per cercare di rinforzarla per poi, tentare di restaurala per mezzo dei suoi preziosi insegnamenti,mi sono bloccata perchè non capisco come si rinforzano i triangoli che sono al di sotto di essa che mantengono la base sovrastante della sedia.La ringrazio e la saluto.La sua discepola ANGELA
Commento di: carlo
Ciao Angela, il restauro di una sedia è sempre impegnativo e hai fatto bene a smontarla. Per restaurare correttamente una sedia infatti bisogna smontarla e incollarla di nuovo. Per quanto riguarda i rinforzi interni alla seduta questi sono da sostituire e puoi recuperare quelli esistenti? Puoi inviarmi una foto della sedia contattandomi sulla pagina "Chi sono"
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