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Il mobile "di Martina"

Postato in: Antiquariato
L'interesse suscitato sul mobile meridionale, soprattutto pugliese, forse per l'assoluta latitanza della letteratura in argomento, mi induce a parlare di una specie del tutto particolare, il mobile “di Martina”, che non è un nome proprio di persona, bensì Martina Franca in provincia di Taranto.

Pur non avendo modo in questa sede di parlarne diffusamente, diremo, innanzi tutto, che esiste un Luigi XVI pugliese, come pure un Luigi XV pugliese, e che entrambi si differenziano per alcuni caratteri peculiari dai corrispondenti napoletani ai quali, ovviamente, si ispirano. Nell'ambito dello stile Luigi XVI, i mobili “di Martina” costituiscono una particolarità perché trovano diversi elementi di confronto con mobili di provenienza settentrionale.

Il reiterato uso delle virgolette si giustifica perché un'indagine condotta in loco non ha permesso di identificare alcuna bottega che producesse questi mobili e, a dirla tutta, nemmeno la conferma che esistesse una tradizione ebanistica paragonabile a quella di altre scuole.

Quindi, quando parliamo di mobile “di Martina”, ci riferiamo a una tipologia identificata in questo modo sul locale mercato antiquario, anche se mancano ancora le necessarie conferme provenienti dallo studio dei documenti o da rilevazioni più sistematiche. Si tratta in ogni caso di mobili piuttosto rari che, sempre sul mercato specifico, godono di notevole prestigio e adeguate quotazioni.

Una delle principali caratteristiche dei mobili di Martina, soprattutto cassettoni e scrivanie, è costituita dalla presenza di medaglioni intarsiati con paesaggi urbani collocati, in genere, sul piano del mobile. Questi paesaggi urbani hanno i loro progenitori negli intarsi quattrocenteschi raffiguranti le città ideali, ma è proprio con il Neoclassicismo che si diffonde la rappresentazione di monumenti e rovine romane.

Quando si parla di mobili intarsiati con scene di questo genere viene in mente l'ebanisteria cremonese e Giovanni Maffezzoli, quasi un inventore di questo genere, oppure i piemontesi Rovelli, i cui rapporti con lo stesso Maffezzoli non sono stati ancora del tutto chiariti. Questa tradizione si diffonde a Rolo, grosso borgo rurale in provincia di Reggio Emilia e importante centro di produzione del mobile tra la fine del Settecento e tutto l'Ottocento (e oltre). Qui, le vedute di case, chiese e palazzi si alternano tra idealismo e realismo.

Si conoscono alcuni rari mobili umbri, in genere tavoli, con paesaggi urbani intarsiati in riserve rettangolari al centro del piano, ma, per il resto, il mobile di Martina rischia di restare un caso del tutto isolato al Sud. Una cosa è infatti certa: operasse o meno a Martina Franca, almeno una bottega specializzata doveva esistere realmente.

Per quanto concerne il resto del mobile, ad esempio un cassettone, la forma e il repertorio decorativo di compendio si attiene ai modelli neoclassici napoletani con qualche eccezione. Valga per tutti l'esempio del primo cassetto sdoppiato che a Napoli “non esiste proprio”, mentre, limitandoci al Sud, lo troviamo proprio in Puglia e anche in Sicilia.

Se ci fossero ancora dei dubbi sulla provenienza di questi mobili, rileviamo intarsiata su alcuni di essi la rappresentazione - solo apparentemente “metafisica” - di diverse piazze pugliesi (tutte curiosamente in provincia di Bari) come Barletta, Trani, ecc.

Andre Bardelli

Le prime due figure: Cassettone e particolare del medaglione al centro del piano, inizi XIX sec., Bisceglie, collezione privata (tratto da: Consiglio-La Notte, L'arredamento, p. 209-222, forse l'unico saggio pubblicato in volume sul mobile pugliese, in AAVV, La Puglia al tempo dei Borbone, Adda, Bari 2000).
La figura in basso: Particolare del medaglione al centro del piano di un cassettone, Martina Franca, collezione privata.

Ti è piaciuto questo articolo di Andrea Bardelli? C'è un argomento nell'ambito della storia del mobile dell'800 che ti piacerebbe venisse approfondito? Lascia un commento qui sotto.


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I commenti degli utenti:

Commento di: costanza
Molto interessante sopratutto per me pugliese, legata molto alla sua terra, è verissimo per me è stato sempre difficile trovare informazioni sul mobile pugliese, infatti c'è poca letteratura in merito. Un plauso a Bardelli per aver colmato questa lacuna.

Commento di: Gabriele
l'Argomento trattato è molto interessante ero all'oscuro del mobile antico di Martina Franca.Seguo spesso il restauratore che ho vicino casa ad Urbino,però mi lascia perplesso perchè nel restauro usa troppa carta vetrata e toglie troppo la patna dell'antico.Seguendo i vostri consigli ho fatto dei lavoretti per casa mia riusciti benissimo Grazie Prof. Carlo Ferrari.

Commento di: Sonia
Molto interessante soprattutto perchè da informazioni nuove da poter approfondire con ulteriori ricerche.

Commento di: angelo
MOLTO MOLTO INTERESSANTE MA MOLTO DIFFICILE FARE DELLE INDICAZIONI SULLE PROVENIENZA ESSENDO MOBILI RARI DA VEDERE ,SE NON SI è SEMPRE A STRETTO CONTATTO CON QUESTI TIPI DI MOBILI .GRAZIE X IL CORSO MOLTO
PRATICO

Commento di: Domenico
Grazie per le tante informazioni utile, molto interessante anche perchè sono pugliese e riguardano la mia terra, che sono molto legato.
E una ricchezza conoscere la nostra storia e la nostra cultura, un plauso ad Andrea Bardelli per l'articolo e un grazie di cuore a voi maestro Carlo Ferrari per il corso molto utile e istruttivo.

Commento di: renato
veramente molto bello e, finalmente
una presentazione semplice e comprensibile.
Complimenti!!!

Commento di: Fabrizio
Anche per me come Costanza,pur di origini pugliese è la prima volta che sento parlare del mobile di Martina..Bello, curiosità ed iniziativa molto apprezzata e di facile comprensione..GRAZIE!!!

Commento di: Donatella
Molto interessante questo argomento, anch'io non ero a conoscenza di questa particolarità di Martina Franca. Bella la presentazione, chiara e comprensibile. Mi piacerebbe molto un approfondimento sui mobili del Maggiolini la mia grande passione. Grazie Donatella

Commento di: DOC
Preziosa ricerca di cui ringrazio Carlo di avercene resi partecipi.
A proposito di richieste su mobili dell'ottocento: posseggo due credenze che hanno anche due sportelli laterali che permettono di alloggiare bicchieri, ampolle, spezie, ecc.che reputo essere dei pimi ottocento. Potrei avere maggiori ragguagli. Grazie

Commento di: Filippo
La tua precisione nell'isolare le varie tipologie non solo regionali ma provinciali la definerei devastante!!
Ti ringrazio per i preziossissimi insegnamenti.

Commento di: luigi
purtroppo mi stò avvicinando solo ora all'antiquariato. sono all'oscuro di tutto quindi qualsiasi
cosa riesco a leggere a vedere è molto importante, pur non sapendo dare giudizi in merito.

Commento di: Bruno
Complimenti bell'articolo e soprattutto scritto con un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti. Spero ne arrivino presto altri.

Commento di: lello parisi
Anche questa volta, caro Carlo, hai colpito nel segno, interessantissimo articolo, ci aiuta a scoprire sempre maggiori meraviglie. Sì perché di meraviglie si tratta. Mostrano l'evoluzione dell'uomo nei "mestieri". L'approfondimento dei periodi e delle tipologie, pure per territorio danno la misura del segno indelebile della cultura del posto e l'erudizione degli intenti a marcare e caratterizzare luoghi e tradizioni.
Grazie Carlo per tutto, più andiamo avanti e più scopro quanto sono ignorante. Chissà se dai e dai.... saluti Lello

Commento di: Francesca
Molto interessante e curioso. Non ne avevo mai sentito parlare prima.Chiaro e stimolante. Grazie

Commento di: franca
Come sempre leggendo le tue mail si scopre qualcosa di nuovo e interessante, che allarga la nostra cultura dell'affascinante mondo dell'antiquariato. Grazie

Commento di: carlo
Grazie a tutti per i commenti.@Donatella, parleremo anche del Maggiolini. @DOC, senza foto mi è difficile esserti d'aiuto, contattami tramite il form che trovi nella pagina "chi sono".

Commento di: mery
Grazie Maestro il tuo blog nutre l'anima di cose belle :):)

Commento di: Franco
purtroppo mi stò avvicinando da poco tempo all'antiquariato. Non sono un esperto della storia del mobile antico, ma complimenti per l'articolo scritto con un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti. Spero che ne vengano presto pubblicati altri.

Commento di: renzo
Molto intererssante. Mai sentito parlare di questa tipologia di mobili anche se molto specifica. Non so se avro' la fortuna di incontrarne qualcuno. Non si mai!
Complimeti per la chiarezza espositiva. Ottime le illustrazioni citate ad esempio.

Commento di: antonio
stupito,semplicemente stupito sapere che nella mia terra ci fossero maestri cosi sapienti che nulla hanno da invidiare ai sorrentini e a rolo. Complimenti a Voi tutti

Commento di: luigi orfè
...illuminanti e geniali come sempre Grazie a lei Maestro e al Dott. Bardelli
con stima Luigi Orfè

Commento di: marcello
Ogni tassello in più nel mosaico delle conoscenze è cosa gradita agli animi desiderosi di sapere. Grazie

Commento di: marina
grazie Carlo per darci la possibilità di apprendere da un grande Maestro delle notizie che ben difficilmente si trovano anche sui testi più qualificati; certo che tu ed il Dott. Bardelli vi siete proprio affiancati in maniera perfetta! Continuate così per il progredire della cultura di cose belle nel nostro bel paese purtroppo soffocato da tanti "brutti avvenimenti" (x non dire di peggio!)- Con affetto.

Commento di: "fabio" Falegnomo
Bello l'articolo e bella la semplicità di esposizione che spazia su un argomento poco conosciuto. Tra l'altro, molto interessante l'idea in voga all'epoca di realizzare questi medaglioni con le piazze Pugliesi o in periodo Neoclassico con le rovine Romane che al tempo imperavano sia come ricerca " se si pensa a cosa intessevano gli inglesi sulle rovine Greco-Romane"sia come tema centrale in molte opere d'arte oltre che nel mobilio;(Artisti come David,pittore contemporaneo di Ingres che si trasferì a Roma per lavorarvi ed ammirare lo splendore e la storia di certi scorci, seguito da artisti come Corot senza dimenticarsi il famoso "Viaggio in Italia dello stesso Goethe" ricco di meravigliose esperienze.
Che dire? Ancora complimenti a Bardelli e al nostro amato Carlo Ferrari.Grazie.

Commento di: liciano
Ringrazio l'amico Bardelli per avermi

illustrato questo argomento per me

sconosciuto,colgo l'occasione per

ringraziare il maestro Carlo Ferrari

che con i suoi consigli mi ha

permesso di restaurare alcuni miei

mobili.






Commento di: giovanni
Avere contatti professionali con il Maestro Carlo Ferrari è una garanzia di successo. Averli con gli amici del Maestro è altrettanta garanzia. Sono certo, al di là di questo articolo iniziale, l'esperto Bardelli saprà stupirci.

Commento di: Annamaria
ma dai!!! dalla Puglia con amore!!!

che bello sentir parlare della mia regione e scoprire che anche sul mobile antico ha qualcosa da dare... chissà se su qualche cassettone troverò intarsiata pure la piazza del mio paese.. ;)

Grazie Maestro di farci conoscere tante belle cose!
Annamaria

Commento di: fabio" falegnomo"
Mi scuso per il non aver specificato, dandolo per scontato, che Goethe vanne in Italia in tempi antecedenti rispetto agli altri, citati nel commento fatto sopra.

Commento di: arduino
Articolo interessante. mi piacerebbe ricevere notizie sui mobili di "arte povera" della cultura alpina, prevalentemente piemontesi.
grazie

Commento di: ionne
LA VS.PROFESSIONALA' E' PREMIANTE VERSO TUTTI QUELLI CHE SI AVVICINANO A QUESTO INTERESSANTISSIMO MONDO, A RIPROVA LE MOLTEPLICI MAIL DI RINGRAZIAMENTO CHE RICEVETE COMPRESA LA MIA.

Commento di: Onofrio
Da poco mi sto interessando in modo concreto al mobile antico ed in particolare al restauro. Come altri commentatori non ero assolutamente a conoscenza di un mobile di "origine" pugliese. Ringrazio Bardelli per la ricerca ed il maestro Carlo Ferrari per tenerci costantemente informati.

Commento di: Ivo
Grazie Maestro per la chiarezza e la ricchezza di informazioni. Pratico scultura, intaglio a punta di coltello e intarsio, nonche' costruzione di mobiletti ad uso personale. Da poco mi sono avvicinato al pianeta restauro.Il tutto in modo , e' la passione che mi guida. Sei un valido riferimento. Grazie.

Commento di: Silvestro
Di notevole interesse questo approfondimento.
Un grazie a Bardelli ed al maestro Carlo, sempre attento ad un miglioramento continuo delle nostre conoscenze.

Commento di: giuseppe
Ciao Carlo ottimo l'argomento sul mobile dell'800 ti volevo chiedere
il maestro andrea bardelli trattera' anche argomenti futuri sul restauro del mobile antico?

Commento di: carlo
Ciao Giuseppe, Andrea Bardeli è uno studioso di arte lignea di altissimo livello e prossimamente pubblicherà altri ebook sulla storia del mobile italiano dell'800.

Commento di: Gerola Gianfranco
Sono notizie interessanti che aprono lo sguardo ,anche per i mobili,su aree geografiche che nemmeno a volte prendiamo in considerazione.

Commento di: mimmo
Leggo finalmente che qualcuno si interessa dei mobili pugliesi.

Commento di: piero
da Ostuni 20 km da Martina Franca non ho mai avuto la fortuna di vedere un mobile intarsiato,ma spesso mi sono ritrovato ad ammirare bellissime cassapanche (in abete)in patina e sopratutto dipinte con estrema maestria. Ovviamente parlo del mobile martinese (come viene identificato da noi locali). Grazie per quello che fate,continuate cosi.

Commento di: carlo
Ciao Piero, grazie a te per la testimonianza, hai ragione, sono bellissime anche le cassapanche dipinte.


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Dicono di me..

Grande Carlo!!! Farò tesoro dei tuoi consigli,e dei video che mi stai mandando! Piano piano sto incrementando il tutto,e con un pò di tempo e pazienza devo restaurare un vecchio cassettone napoletano della nonna! Sei piovuto come manna, ed anche se di professione non faccio il restauratore questo è il mio hobby preferito Cordiali saluti

Rosario Mautone, Caserta