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regali fragilità

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Oggi, a Torino, nella cornice futurista del lingotto, presso la
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, ho visitato una mostra emozionante.
Poche, sceltissime, porcellane e biscuit dalle due Fabbriche Reali di Capodimonte e Napoli.
La prima, voluta da Carlo di Borbone e attiva dal 1740 al 1759. La seconda creata dal figlio Ferdinando IV nel 1771, contravvenendo il volere del padre che, portata la prima fabbrica in Spagna, aveva proibito al figlio di produrre porcellana.
Questa manifattura sarà in produzione fino all'arrivo dei Francesi nel 1806.
La possibilità di avere a confronto le due produzioni permettere di cogliere le differenze e le peculiarità:barocchetto e rococò la prima, in puro stile neoclassico la seconda.
Dal trionfo delle linee curve e rocaille alle linee dritte, pulite e ispirate alla classicità.

biscuit napoli

In quegli anni si scavavano Ercolano e Pompei, i reperti archeologici e le pitture tornate alla luce influenzarono in maniera decisiva tutte le arti. Questo cambiamento di gusto si riflette anche sulla produzione di mobili.
Non solo nel regno di Napoli ma in tutte le corti Europee vengono abbandonate le eccenticità ed i ricami rococò per seguire i nuovi dettami della moda neoclassica.







Nell'immagine:gruppo in biscuit raffigurante Marsia e Olimpo. Manifattura reale Napoli, circa 1800 - Sotheby's Milano


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I commenti degli utenti:

Commento di: Marialuisa Randolfi
Interessante e inconsueto!!! Marialuisa R

Commento di: Serenella Chiarpellini
Anche adesso le porcellane vengono ancora dipinte con i disegni e fregi di allora e con lo stesso metodo .Non avranno lo stesso valore, ma hanno un certo fascino.......... che chi non apprezza l' arte artigianale non può capire .
Serenella


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Dicono di me..

Penso del sig.Carlo un professionista a 360°, perchè nulla lascia al caso, da una semplice e banale domanda posta da noi studenti, lui riesce sempre a farne un argomento interessante ricco di idee e spunti, sviscerando le più svariate tecniche di restauro correlate sempre da oppurtune argomentazioni di antiquariato. Il suo tono pacato nel dare risposte lasciando spesso un grande margine di prova da indurci sempre a grandi sperimentazioni, ma anche il suo categorico no quando lo ritiene opportuno, sta a testimonianza che Carlo è un vero maestro pieno di esperienze, che non si è mai fermato ad ogni cosa imparata, ma che ha avuto la grande capacità di indagare e mettere a frutto sempre nuove tecniche, le stesse maturate nel vero campo di battaglia, quello del laboratorio.

Rino da Teramo.