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vernissage

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Alcuni giorni fa ho scritto in un post dell'origine della parola vernice. La mia amica Enrica, questo è il suo blog, in un commento mi chiede se vernice e vernissage c'entrano qualcosa. C'entrano eccome.

Finito un quadro ad olio viene passata una vernice che ha la funzione di proteggere l'opera dall'ossidazione dei colori a contatto con l'aria. In Francia, nell'800, gli artisti avevano l'abitudine, a quadro ultimato, di invitare gli amici a questa operazione di verniciatura, vernissage appunto, prima della presentazione ai Salon.
L'espressione è passata poi a definire una collezione finita, pronta per essere presentata al pubblico.
courbet.jpg
Come sai, prima della chimica di sintesi, queste vernici erano ottenute miscelando resine naturali, olii siccativi e un diluente. Oltre all'ambra una delle resine più usata era il mastice; resina che utilizzo anch'io nel restauro dei mobili antichi.
Fino ai primi anni del novecento, ed alla nascita dell'industria delle vernici, il pittore era anche un'artigiano che fabbricava da sè colori e vernici. Quale è il confine tra arte e artigianato?

Nell'immagine: G. Courbet, L'atelier del pittore. Parigi, Musèe d'Orsay.



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I commenti degli utenti:

Commento di: Boh/ Orientalia4All
Grazie dell'amica!:) e grazie della bella spiegazione:)
Hai un blog stupendo, te l'ha mai detto nessuno?
;)

Enrica

Commento di: Boh/ Orientalia4All
Tu ti chiedi il confine fra arte e artigianato, che pure c'è (e ne parleremo a consegna fatta, se ti va, mi interessa molto -- anche se io tifo per l'artigianato:))

E io mi chiedo il confine fra restauro e restauro nell'arte sacra orientale. Ci farò un post. Cos&ìgrave; ne parliamo:)


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Dicono di me..

Penso del sig.Carlo un professionista a 360°, perchè nulla lascia al caso, da una semplice e banale domanda posta da noi studenti, lui riesce sempre a farne un argomento interessante ricco di idee e spunti, sviscerando le più svariate tecniche di restauro correlate sempre da oppurtune argomentazioni di antiquariato. Il suo tono pacato nel dare risposte lasciando spesso un grande margine di prova da indurci sempre a grandi sperimentazioni, ma anche il suo categorico no quando lo ritiene opportuno, sta a testimonianza che Carlo è un vero maestro pieno di esperienze, che non si è mai fermato ad ogni cosa imparata, ma che ha avuto la grande capacità di indagare e mettere a frutto sempre nuove tecniche, le stesse maturate nel vero campo di battaglia, quello del laboratorio.

Rino da Teramo.