video:preparazione cera per finitura mobili antichi
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Oggi ti propongo il primo di una serie di video che sto realizzando.
Con questi video voglio portarti nella mia bottega e, partendo dalle ricette più semplici, mostrarti come si preparano i materiali che sono alla base del restauro.
Oggi vedi come si prepara un encaustico o cera per la finitura dei mobili.
Io la uso per patinare i mobili dopo la lucidatura. Se il mobile è rustico faccio una finitura a "poro aperto" e dopo una mano di gommalacca a pennello passo una o due mani di cera tirandola poi con uno straccio di cotone.
Se, invece, il mobile è dell'800 e non richiede una finitura brillante, lucido a tampone a "mezzo poro" e finisco con una mano di cera.
L'encaustico ha la funzione di proteggere il legno e la lucidatura.Consiglio sempre ai miei clienti di ripetere la ceratura almeno una volta all'anno. Trattato in questo modo il mobile acquista una patina eccellente.
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Commento di: Massimo
Veramente molto interessante! E' una bella iniziativa quella di far vedere attraverso il video la tua esperienza!
Complimenti ancora!
abbiamo seguito il tuo insegnamento ed abbiamo provato a realizzare la cera per la finitura dei mobili, secondo le tue istruzioni: ne è risultato un prodotto meraviglioso!... ed il profumo!
Ancora complimenti!
Grazianna.
Commento di: Bruno
Informazioni semplici chiare e dettagliate.
Ottimo grazie
Commento di: Giovanni
Buongiorno Carlo,desidero sapere se utilizzi le cere anche sulle lucidature a poro chiuso finite con la soluzione a base di benzoino.Ciao e grazie.
Commento di: carlo
ciao Giovanni, in linea generale un mobile finito brillante non richiederebbe patinature a base di cera, io però a volte un filo di encaustico lo metto, giusto per dare al mobile un senso di "vissuto", smorzando il troppo lucido della gommalacca.
Commento di: angelo
Scusami maestro ma non riesco a capire perchè hai eliminato questo video.
Commento di: carlo
Ciao Angelo, questo video è stato eliminato per motivi di diritti d'autore, pura burocrazia. Il video è ancora presente nel mio corso sulla lucidatura a gommalacca 10passi.com. Il tutorial sulla preparazione dell'encaustico è stata inserita nel DVD "L'abc del restauro", entrambe i corsi sono in offerta nella sezione "corsi di restauro" di questo sito. Mi riprometto prossimamente di scrivere un post sul blog con la ricetta per realizzare un buon encaustico. Appena finito il lancio della Nuova Accademia del restauro...
Commento di: imma
salve, vorrei chiedervi una cortesia, mi sapete indirare siti di ditte che vendono mobili grezzi da rifinire?
grazie a tutti
Commento di: carlo
Ciao Imma, l'unica azienda che conosco che tratta mobili grezzi da rifinire è la Franco Mario di Cerea (VR). Ho visto però che online riserva l'accesso dei cataloghi alle sole aziende, prova a telefonare...magari ti segnalano un rivenditore sul tuo territorio.
Commento di: andrea
Buon giorno prof.oggi ho terminato il restauro di un buffet renano fine 700 primi 800,ho provato un emozione unica vederlo rinato e come inizio di questo mio nuovo lavoro devo dire ne sono rimasto stupito io stesso.Grazie per i suoi consigli spero un giorno di poterla ringraziare di persona e di vedere dei suoi lavori.Ps il dvd e' possibile averlo via posta qui da me?io sono di Venezia,mi faccia sapere arrivederci prof
Commento di: carlo
Ciao Andrea, grazie per la tua volontà di condividere con noi le tue esperienze di restauro. Come vedi sono sempre entusiasmanti! I corsi in DVD vengono spediti non solo in tutta Italia ma in tutto il mondo :))
Commento di: angelo
vorrei sapere dove posso reperire i vari legni x tarsie ed eventuali rosoni ecc grazie
Commento di: carlo
Ciao Angelo, se nella tua città non esiste un rivenditore di legnami tranciati puoi rivolgerti ai falegnami che costruiscono porte o mobili su misura, di solito hanno in magazzino una scorta di piallacci. Per i rosoni devi rivolgerti ad un intarsiatore.
Commento di: Alessandra
Salve Carlo
Vedo che il video sulla preparazione dell'encaustico non è più online...mi dispiace!!!
Commento di: carlo
Ciao Alessandra, il video è stato inserito nel corso online sulla lucidatura dei mobili antichi. Vedi come si prepara l'encaustico nel mio corso in DVD L'abc del restauro. La ricetta è molto semplice 250 grammi di cera d'api con 25 grammi di cera carnauba in un litro di essenza di trementina. Io coloro l'encaustico con il bitume di Giudea.
Commento di: Roberto
Ciao carlo,
Ho preparato un encaustico a base di cera d'api, carnauba e essenza di trementina seguendo nel dettaglio le dosi da te indicate nei tuoi corsi (li ho acquistati tutti). Ottenuto così la cera, ho versato la metà in un barattolo di vetro. Ho aggiunto all'alta metà del bitume liquido acquistato in un negozio di belle arti a Firenze e lo ho quindi versato nel secondo barattolo di vetro.
PROBLEMA : A distanza di circa un mese, la cera bianca è rimasta densa, mentre la cera con il bitume è diventata lquida e granulosa.
DOMANDA : Cosa è che non ha funzionato ? puoi darmi qualche spiegazione e/o suggerimento?
Posso usare questa cera o è meglio buttarla via ? Grazie
Commento di: carlo
Ciao Roberto, la cera non colorata rimane sempre un filo più densa di quella preparata con il bitume in quanto il bitume contiene solvente che di solito influisce sulla cremosità finale dell'encaustico. Il problema vero sono i granellini di cui mi parli e che sono dovuti di solito alla qualità dei prodotti usati. Lo stesso problema è capitato ad altri studenti ed è stato risolto cambiando le materie prime. Prova a riscaldare di nuovo l'encaustico, usando un fornello elettrico e senza far bollire la cera che potrebbe infiammarsi e vedi se i granelli si sciolgono. Abbiamo preparato l'encaustico nell'ultimo corso dal vivo seguendo le istruzioni riportate nei miei corsi e il risultato è stato ottimo come sempre. Hai sciolto prima la carnauba?
Commento di: Pietro
Salve Maestro, colgo l'occasione per presentarmi.
Navigavo alla ricerca di una soluzione ad un problema che si verifica nelle fasi finali dei miei restauri.
Nel corso degli anni ho rinvenuto in cantina e segheria di proprietà di mio zio, falegname in pensione, alcuni mobili risalenti alla prima ed alla seconda metà dell'ottocento. Si tratta di cassapanche e similari che sono state utilizzate da varie generazioni come cassoni per gli attrezzi meno usati ... cioè riporre colle staffe ecc. Il valore dei mobili riguarda più la fattura (credo eseguita senza macchine particolari) che la finitura (dato che per il tipo di utilizzo non era necessaria)...
Il lavoro che ho compiuto su essi è stato laborioso perchè ho cercato di rispettare l'originalità e la rusticità, rimediando tuttavia ai numerosi danni del tempo. Mi sembrava inoltre cauto non esagerare nei maneggiamenti, non essendo del mestiere.
Solo un problema mi ha attanagliato nel corso degli anni...arrivando alla lucidatura a gommalacca, l'effetto finale è di una brillantezza eccessiva che non mi ha mai convinto.
Ho chiesto consigli anche ad un paio di restauratori che conosco, ma a parte consigliarmi di cambiare tecnica di lucidatura, rifarla da capo o portarli nel loro laboratorio, non mi hanno detto altro.
Non ho più messo mano ai mobili già restaurati e non intendo alterarli ulteriormente.
Vorrei solo sapere come fare ad opacizzare e rendere più naturale la patina di gommalacca, meno specchiante, più vicina all'aspetto realmente vetusto dei vecchi mobili poveri di una volta.
Ho letto qui sul forum dell'utilizzo di Encausto.
Crede che possa fare al caso mio? Può consigliarmi altra alternativa?
Si tratterebbe in sostanza di dare una mano di cera sulla lucidatura già esistente alla gommalacca, o di rimuovere la precedente e farne una particolare che sia più indicata per il tipo di mobile?
La ringrazio in anticipo per il tempo ed i consigli che vorrà accordarmi. E mi perdoni per il basso livello di esperienza che dimostro.
Pietro
Commento di: carlo
Ciao Pietro, il tema della giusta opacità dei mobili è importante e questo dimostra la tua sensibilità nell'approccio al restauro. In realtà il problema non si pone se lucidiamo a tampone un mobile in quanto decidiamo noi quanto lucidare. Decidiamo noi, in pratica, quanto riempire il poro, se voglio ottenere una lucidatura morbida riempiremo il poro a metà mentre su mobili importanti dove desideriamo una lucidatura più "piena" riempiremo di più il poro. Una soluzione per te sarebbe quello di spaiettare con una paglietta d'acciaio finissima 0000 tutto il mobile e passare poi una cera per mobili di buona qualità. Ti consiglio una cera colorata, un colore noce medio va bene.
Commento di: luisa
grazie per avermi risposto ma non riesco a vedere più i video chiamati pillole ecc...in attesa leggerò il resto.ciao
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Penso del sig.Carlo un professionista a 360°, perchè nulla lascia al caso, da una semplice e banale domanda posta da noi studenti, lui riesce sempre a farne un argomento interessante ricco di idee e spunti, sviscerando le più svariate tecniche di restauro correlate sempre da oppurtune argomentazioni di antiquariato.
Il suo tono pacato nel dare risposte lasciando spesso un grande margine di prova da indurci sempre a grandi sperimentazioni, ma anche il suo categorico no quando lo ritiene opportuno, sta a testimonianza che Carlo è un vero maestro pieno di esperienze, che non si è mai fermato ad ogni cosa imparata, ma che ha avuto la grande capacità di indagare e mettere a frutto sempre nuove tecniche, le stesse maturate nel vero campo di battaglia, quello del laboratorio.