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Gommalacca in scaglie

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Gommalacca naturale in scaglie, impiegata in particolare per la lucidatura a tampone o a pennello dei mobili antichi. Si scioglie in alcool a 99° producendo una vernice che lucida esaltando le particolarità del legno, quali marezzature, venature e radiche. Resina naturale di origine animale fra le più usate per la produzione di vernici all’alcool. E’ secreta dall’insetto Kerria Lacca, della famiglia delle cocciniglie, che vive su alcuni alberi della Birmania e dell’Indocina. L’insetto si costruisce un guscio protettivo di colore rosso scuro, con il succo che ricava pungendo l’albero. La raccolta avviene quando l’insetto abbandona il guscio protettivo. Le incrostazioni, chiamate sticklac, vengono raschiate, fuse, lavate, seccate ed infine filtrate per eliminare ogni residuo di legno ed insetti. L’uso della gommalacca nella verniciatura dei mobili è attestato in Oriente fin dal 1500. In Europa entra nella formulazione di vernici all’alcool fin dal ‘600. E’ solo nella seconda metà del ’700, con l’affermarsi dell’uso del tampone, che la vernice di gommalacca riscuote il successo dovuto, anche se alcuni autori collocano il perfezionamento di questa tecnica solo nei primi decenni dell’800. Grazie alle sue qualità la gommalacca così usata non ha eguali nel raggiungimento di una verniciatura che, oltre a proteggere la superficie trattata, penetra nei pori del legno evidenziandone le venature e la bellezza.
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Dicono di me..

Penso del sig.Carlo un professionista a 360°, perchè nulla lascia al caso, da una semplice e banale domanda posta da noi studenti, lui riesce sempre a farne un argomento interessante ricco di idee e spunti, sviscerando le più svariate tecniche di restauro correlate sempre da oppurtune argomentazioni di antiquariato. Il suo tono pacato nel dare risposte lasciando spesso un grande margine di prova da indurci sempre a grandi sperimentazioni, ma anche il suo categorico no quando lo ritiene opportuno, sta a testimonianza che Carlo è un vero maestro pieno di esperienze, che non si è mai fermato ad ogni cosa imparata, ma che ha avuto la grande capacità di indagare e mettere a frutto sempre nuove tecniche, le stesse maturate nel vero campo di battaglia, quello del laboratorio.

Rino da Teramo.