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Quanto costa il legno? Questa è una delle domande che ricevo ai corsi di falegnameria di Arte del restauro in laboratorio a Milano. Per rispondere pubblico qui un brano tratto dal manuale Falegnameria per tutti! Ma vediamo prima come si fa a calcolare il costo di una singola tavola:

Come calcolare il costo del legno massello

Per avere un’idea del costo di un singolo elemento (ad es. una tavola), facciamo così. Moltiplichiamo le misure (in centimetri) di larghezza, lunghezza e profondità del pezzo, e otterremo il suo volume in centimetri cubi. Dividiamo ora questo volume per 1.000.000 (basta spostare la virgola di sei posizioni) e ricaviamo il volume in metri cubi, che andremo a moltiplicare per il prezzo medio dell’essenza in questione (è indicato nell’elenco che segue).

Immaginiamo di avere un’asse di tiglio che misura 25x2x250 cm: moltiplicando queste tre grandezze otteniamo come risultato 12500 cm³, che diviso per 1.000.000 fa 0,0125 m³; infine, moltiplichiamo 0,0125 m³ per 900 (che è il prezzo in euro al m³ del tiglio) e avremo il costo indicativo della nostra asse, vale a dire 11,25 euro. Teniamo conto però che pezzi di spessore maggiore in proporzione costano di più. Perché da ogni tronco se ne ricava un numero minore. Sommando i volumi dei singoli componenti necessari per il nostro progetto, potremo avere un’idea del costo del legname che ci serve.

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Quanto costa il legno?

Ecco una rassegna sintetica delle principali essenze lignee di uso corrente e di facile reperibilità in Italia. Il prezzo è ottenuto da una media tra le diverse qualità della stessa essenza. Questo prezzo è soggetto a variazioni nel tempo e tra le zone di vendita, dunque va inteso come un prezzo puramente indicativo.

– abete. Un legno tenero e dalla fibra disomogenea, resinoso, di colore chiaro tendente al giallo, ricco di nodi. Poco pregiato, è usato per le strutture interne dei mobili e per arredi rustici. Il costo si aggira sui 400-500 €/m³;

– pino. Simile all’abete per aspetto e caratteristiche, è leggermente più duro e resistente. Viene usato per mobili e rivestimenti rustici. Il costo di riferimento è 500 €/m³;

– pioppo. Un legno tenero, dalla fibra compatta ma nervosa, di colore biancastro. Si usa per mobili rustici e strutture interne. Costa circa 400 €/m³;

– tiglio. Tenero e compatto, è un ottimo legno da intaglio fine e scultura, dal colore avorio e dalla venatura poco pronunciata . Lo si trova a circa 900 €/m³;

– faggio. Un legno duro e compatto, facilmente lavorabile, di colore chiaro rosato. Viene adoperato per mobili e oggetti usati di frequente o anche in maniera intensiva, come gli utensili da cucina e i banchi da falegname. Costo di mercato 850 €/m³;

– acero. Un legno duro, di grana fine e colore bianco. Di bell’aspetto, si presta bene alla lavorazione e alla lucidatura. Prezzo intorno ai 1000 €/m³;

– larice. Duro, elastico, di buona resistenza. Simile all’abete per aspetto, si caratterizza per un bel colore rosso con venature più scure. Viene usato nell’edilizia, per infissi e costruzioni da esterno. Costa circa 800 €/m³;

– ciliegio. Legno duro, di difficile lavorazione a causa della venatura nervosa, ha un colore bruno rosato di grande effetto. Lo si usa in ebanisteria e in mobili di pregio. Il prezzo è sui 1300 €/m³;

– noce. Duro, compatto, facile da lavorare e lucidare, dal colore bruno e di grande resa estetica. Si tratta del legno nobile per eccellenza, usato tradizionalmente in mobili e ambienti di pregio, per intagli e sculture. Il costo di riferimento è 2000-3000 €/m³;

– querce. Una categoria che comprende legni quali il rovere, il leccio, il frassino, ecc. Pur con alcune differenze di colore e di robustezza, i legni di questo genere sono abbastanza simili, duri e resistenti, segnati da venature profonde. Si usano per strutture e mobili fatti per durare nel tempo. Il prezzo è di 900-1300 €/m³.

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