Come tappezzare una sedia antica è sempre una sfida interessante per chi si avvicina al mondo del restauro. Ecco perché nel mio laboratorio di restauro a Milano organizzo oltre ai corsi di restauro anche corsi di tappezzeria tradizionale e moderna con la gommapiuma.

I corsi dal vivo in laboratorio funzionano da “acceleratore” e in un giorno trascorso a lavorare fianco a fianco con un maestro artigiano impari un sacco di cose senza commettere errori.

Oggi vedi un altro lavoro di restauro e di tappezzeria che la mia allieva Patricia ha fatto su quattro sedie acquistate per pochissimi euro su eBay.

Come tappezzare una sedia in modo classico:

Qualche mese fa ho comprato, per pochissimi euro, quattro sedie milanesi in noce massello tramite un asta di eBay. E’ stato un “amore a prima vista”, non le potevo far sfuggire, dovevo vincere l’asta perché avevo deciso che le avrei messe a casa mia. E così è stato 🙂

Le sedie avevano bisogno soltanto una leggera lucidatura a gommalacca e di sostituire la tappezzeria. Grazie ad aver fatto i corsi dal vivo di Arte del restauro, io sapevo come farlo…

Sono arrivate al mio piccolo laboratorio di restauro, cioè il box-garage di casa, in queste condizioni. La tappezzeria e la passamaneria erano originali dell’epoca, però erano senz’altro da sostituire per cui ho provveduto a rimuoverle togliendo, con molta pazienza, i chiodi e le borchie che le reggevano.

La seduta era stata fatta abbastanza bene. Dico abbastanza perché non era stata rinforzata nel modo giusto, cioè con le cuciture tipiche da tappezziere, per cui il crine vegetale e la juta si “muovevano” un pò .

Particolare della passamaneria che, intorno alle borchie di ottone, sembrava di colore uniforme. Invece, sotto le borchie si nascondeva un bellissimo intreccio di fili colorati che assomigliava a un arcobaleno. Deve essere stato usato per contrastare la sobrietà del colore della stoffa.

Particolare delle cinghie in juta leggermente sfondate. Questo è dovuto alla mancanza di cuciture di sostegno che le “legassero” per fare corpo unico con il crine vegetale.

Dopo la sverniciatura, il trattamento antitarlo e la leggera lucidatura a tampone è risultato un bellissimo noce.

Era il momento di iniziare il lavoro di tappezzeria classica. Come primo passo ho rinforzato la seduta con cuciture ad hoc, con l’ago a doppia punta. Queste cuciture prendono insieme le cinghie di juta e il crine vegetale.

Bisogna tirare bene lo spago, come si faceva una volta e che adesso puoi imparare al Corso di tappezzeria classica.

Dopo è arrivato il momento di rinforzare i bordi: con l’ago curvo da tappezziere e lo spago cerato si realizzano due tipi di cuciture in modo che il bordo rimanga fermo e compatto per evitare che con il continuo uso si deformi.

Particolari dei due tipi di cuciture impiegate: la prima, punto a scaletta, è per sorreggere tutto lo spessore di juta al bordo. La seconda, a forma di trattino, serve per formare il bordo preciso e resistente.

Una volta finito di fare i punti di rinforzo, ho realizzato i punti lenti sopra la juta che servono per fissare il leggero strato di crine animale. Il crine animale si usa quando si vuole che le sedute durino a lungo senza deformarsi sulla superficie. Nella foto vedi anche uno sgabello di cui parlo in questo articolo.

Il lavoro è quasi finito… ho coperto con la teletta bianca e l’ho fissata con i chiodini. A questo punto sono pronti per applicare lo strato di ovatta di cotone che darà morbidezza e uniformità alla tappezzeria.

Come sempre alla fine arriva l’imbarazzo della scelta del colore della stoffa… Tu quale sceglieresti?

Da quando sono entrata nel mondo della tappezzeria, la mia passione per il restauro del mobile antico è aumentata ancora di più. Ti consiglio di entrare.

E’ un mondo fantastico nel quale servono realmente pochissimi attrezzi e materiali. Basta conoscere alcuni segreti per ottenere un’infinità di risultati sorprendenti.

Grazie Maestro!

Patricia Gutiérrez Pesce

Bravissima Patricia che ha restaurato e tappezzato le sue sedie! Se anche a te piace il mondo della tappezzeria e del restauro dei mobili imbottiti leggi il programma del prossimo corso dal vivo di tappezzeria classica.

Scopri tutti i segreti del restauro e della decorazione del mobile ai corsi di Arte del restauro in laboratorio a Milano.

4 commenti

  1. In primis un GRAZIE e Complimenti al MAESTRO FERRARI per i Suoi considerevoli e importanti articoli sempre molto utili! Per il Sig. Ferrara, certamente per un lavoro eseguito a VERA REGOLA d’ARTE, le cinghie andrebbero anche cambiate, ma siccome questa è un’imbottitura non fatta a molle ( quindi incinghiate da SOTTO, ma come diciamo noi dalle nostre parti a DURO ( senza molle) quindi incinghiate da SOPRA , le cinghie in iuta si allentano , ma resistono di più che se fossero incinghiate da SOTTO, quindi fanno un piccolo avvallamento e se le cinghie sono ancora in buono stato, si può sistemare l’avvallamento con l’imbottitura e le sedute andranno avanti per molti altri anni , ( siccome ormai l’allentamento della cinghia c’è stato. ( Un Tapezziere in pensione) CORDIALI SALUTI al MAESTRO.

  2. Ai complimenti per il bel lavoro eseguito vorrei aggiungere una piccola critica: io avrei sostituito anche le cinghie che saranno state sicuramente un po’ allentate.

    • Ciao Marco, grazie per i complimenti a Patricia. In questo caso la vecchia imbottitura non è stata tolta e rifatta ma semplicemente “rinfrescata” come si dice dalle nostre parti.

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